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Entrèves, il villaggio del Monte Bianco

Portate indietro le lancette dell’orologio e preparatevi a fare sosta in un villaggio dove il tempo sembra aver trovato pace. Ad un’altitudine di 1300 metri nasce Entrèves, il villaggio del Monte Bianco che segna il confine con la francesissima Francia. Ai piedi dell’abbagliante Gigante Bianco, situato in confluenza tra la Val Ferret e la Val Veny, Entrèves offre uno spettacolo unico agli occhi. Un regalo per gli inguaribili nostalgici.

foto entreves monte bianco

Le case, costruite deliziosamente in pietra e legno, sembrano ospitare personaggi d’altri tempi. Non ti abbandona mai la sensazione di veder aprire l’uscio dal più simpatico dei 7 nani o di sentire il profumo del pane appena sfornato dal vecchio delle Alpi di Heidi.

foto entreves monte bianco

Era incredibile come il silenzio cristallino di Entrèves cadeva sui tetti delle case e sui pini innevati. A rompere questa magia solo lo scricchiolio dei passi sulla neve, affondavano fino alle caviglie, accompagnato dal fruscio di ali di passero.

Entrèves appare come un labirinto stretto di casette per niente trascurate, impeccabili e con i severi monti a fargli da scudo. Ho pensato lì per lì ad un salto dimensionale. Sapete, quelle robe tipiche dei film di fantascienza in cui una scintilla di corrente o una botta in testa ti spediscono in un’altra dimensione. Sembrava di aver aperto la porta dell’armadio ed essere entrati a Narnia. Non mi avrebbe stupito sbattere contro il folletto Trumpkin, essere presa per mano dal Signor Tumnus e salire sulla carrozza del cocchiere Frank per partire alla volta della Foresta di mezzo.

foto entreves monte bianco

Purtroppo, poi, non è stato così. Ma sentieri di luce mi indicavano la strada fino al centro di Entrèves, dove sorge imponente la casa trecentesca dei Passerin d’Entrèves, aristocratica famiglia valdostana.

foto entreves monte bianco

E come tutti con gli aristocratici non potevano mancare neanche le scuderie del castello, les Ecuries du Chateau, recentemente ristrutturate. Delle scuderie che sarebbero perfette anche per “le due zampe”.

foto entreves monte bianco

Immancabile, come in ogni villaggio che si rispetti, la Cappella. Devota a Santa Margherita non è possibile conoscerne il periodo esatto della fondazione, ma pare venga menzionata in occasione di una visita pastorale del 19 luglio 1567. Intima, accogliente, deliziosa si appoggia ad un campanile che sembra disegnato con un carboncino sottile, dal basso fino ad una raffinata cuspide a guglia.

foto entreves monte bianco

Uscendo dalla chiesa, chiudete gli occhi e cercate di fare con la fantasia un passo indietro a due secoli fa. Incontrerete i bambini che corrono a scuola e i contadini che lavorano i formaggi nelle latterie. Intorno alla cappella, infatti, si sviluppava il nucleo di Entrèves, che continua tutt’oggi ad ospitare, in estate, il famoso mercatino dell’antiquariato di Santa Margherita. Scendendo a valle, verso la piazzetta in fondo alla via, è d’obbligo una breve sosta per bagnarsi le labbra con l’acqua gelida di montagna di un antico lavatoio in pietra, risalente al 1876, dove si era soliti andare a riempire le brocche di casa.

foto entreves monte bianco

Ma il tratto distintivo di Entrèves sono i balconi dalle balaustre, decorate con ornamenti diversi a seconda dell’uso dei vani del piano, alcuni datati 1841. Tutto di Entrèves riporta indietro nel tempo, inclusi i vecchi fienili con imponenti portoni in legno impreziositi da croci ottocentesche, da tau rovesciate o da croci latine e greche. Pare fosse un’antica usanza quella di avere una croce sul portone, così da richiamare la benedizione divina sui fieni e sui raccolti che venivano custoditi all’interno.

foto entreves monte bianco

Entrèves è un villaggio che trasuda tradizione, mistero e la magia delle Alpi. Se siete in settimana bianca a Courmayeur, fare un salto ad Entrèves non vi costa nulla in fondo. Due chilometri e siete arrivati.

foto entreves monte bianco

Se, poi, amate sempre spingervi un po’ più in là, a soli 1300 metri da Entrèves vi troverete davanti il traforo del Monte Bianco. Un buco nero lungo 11 chilometri in cui saltare per risbucare in territorio francese. Finirete nel bel mezzo di Chamonix, cittadina tremendamente francese dagli abitanti alle abitudini del posto.

foto entreves monte bianco

Insomma munitevi di sciarpa, guanti e fantasia; salite sulla carrozza di Frank il cocchiere, rimettete l’orologio e tornate con me a scoprire quell’affascinante villaggio del Monte Bianco chiamato Entrèves.

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